venerdì 4 dicembre 2009

No B-Day, la solita storia italiana


Il 29 aprile 1945 in Piazzale Loreto a Milano veniva esposto a testa in giù il cadavere dell' ex duce Benito Mussolini, gli stessi italiani che qualche hanno prima lo osannavano nelle piazze quel giorno lì facevano scempio del corpo dell' ex dittatore e festeggiavano la liberazione da parte dei partigiani e degli anglo-americani.

Il 30 aprile 1993, a Roma, manifestazioni del Pds di Occhetto, dell' Msi di Fini e della Lega Nord di Bossi per chiedere lo scioglimento delle camere, il Presidente del Consiglio era Bettino Craxi che quel giorno all' uscita dall' albergo dove dimorava venne colpito da un lancio di oggetti e monetine. Il 5 maggio in odore di arresto Craxi scappa in Tunisia e così uno dei presidenti del consiglio più amati della storia repubblicana lascia il paese per quello che lui definì un "esilio volontario".

Domani, 5 dicembre 2009, si terrà il No B-day per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al fine di farsi processare; mi sono già espresso contro questa manifestazione che non faccio fatica a definire ridicola. La situazione di Berlusconi è ben diversa da quella che fu di Mussolini e di Craxi anche perchè lui gode ancora di un forte consenso popolare ma una similitudine, in chiave futura, c'è. Sia nel 1945 che nel 1993 dopo l' amore per il leader e dopo la sua caduta a furor di popolo ci fu la sensazione di essersi liberati da un regime: quello fascista prima, quello partitocratico dopo. La verità è che la prima volta non ci fu una vera e propria liberazione ma solamente il passaggio dallo stato fascista a quello partitocratico, il quale non è morto nel 1993 ma ha solamente cambiato gli attori che si muovono nel conteso del regime ovvero i partiti che hanno cambiato abito per darsi un' immagine pulita (tranne quello radicale). La novità fu poi l' ingresso in politica di Silvio Berlusconi il quale sceso in campo per cambaire il sistema, per fare la rivoluzione liberale, si è presto adattato al sistema diventando il massimo esponente del regime. Quando Berlusconi cadrà probabilmente ci sarà lo stesso linciaggio del leader e questo popolo del No B-day crederà di vivere in uno stato democratico fino alla prossima, ennesima, volta.

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domenica 29 novembre 2009

ma il Tricolore non lo si doveva mettere in culo?


Vi ricordate quando il leader della Lega Nord Umberto Bossi invitava a mettersi il Tricolore italiano nel culo o ad appenderlo al cesso? E quando alzava il dito medio sulle note dell' inno? Adesso per i leghisti il tricolore invece richiede una semplice modifica ovvero una bella croce al centro: mi viene da chiedere cosa può spingere quel genio di Roberto Castelli ad avanzare una proposta simile visto che la loro bandiera dovrebbe essere quella padana, a lui che importa di una bandiera degna di un cesso?
Il mio "no" più che scontato alla proposta del Carroccio è per amore verso la bandiera italiana, sì io amo il Tricolore e perdonatemi se questa mia dichiarazione d'amore prenderà una deriva un po' sentimentalistica, non c'è nazionalismo nelle mie parole ma solo patriottismo risorgimentale. Quando vedo il tricolore sventolare in una bella giornata di Sole mi si riempie il cuore nonostante tutto, di orgoglio e di speranza per un' Italia migliore: è anche quella bandiera che mi dà la forza di continuare a lottare in questo paese, perchè con quel Tricolore lottarono, ognuno a modo suo, Mazzini, Cavour e Garibaldi e lo facevano per un' Italia repubblicana e laica. Proprio noi Radicali continuiamo quella lotta oggi e non ci fermerà certo chi si veste da vichingo e chiede l' indipendenza di un popolo inesistente.

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martedì 24 novembre 2009

sono un blogger e non parteciperò al No-B Day


Questo è il mio blog quindi sono un blogger, fino a che non si inventeranno una licenza anche per svolgere questa attività, e non parteciperò al No-B Day quindi piantatela di dire che il popolo dei blogger ha organizzato sta manifestazione, che pure avrà un grande successo date le adesioni su Facebook. Considero la manifestazione una boiata pazzesca ed ovviamente Di Pietro non poteva che tuffarsici senza esitazioni, qualche migliaio di voti lo tirerà su.
Secondo gli organizzatori della manifestazione Berlusconi si dovrebbe dimettere dalla presidenza del consiglio dei ministri per difendersi nei processi: è questa l' Italia che la partitocrazia è riuscita a dividere semplicemente in due schieramenti ovvero berlusconiani ed antiberlusconiani, un conto è condannare le leggi ad personam un altro chiedere le dimissioni, che se avvenissero con quella motivazione, creerebbero un pericoloso precedente per il quale le procure avrebbero la facoltà di far cadere qualsiasi governo (questo mi ricorda qualcosa...) ed il potere giudiziario prevarrebbe su legislativo ed esecutivo.

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venerdì 20 novembre 2009

Di Pietro e il valore di due poltrone


Il moralismo dell' onorevole anti-casta per eccellenza è finito in poltrona al Senato? Sembra proprio di sì, infatti qualche giorno fa, alla chetichella, per accontentare l' Italia de Valori, che rimase a bocca asciutta alla spartizione partitocratica di luglio 2008, i segretari del consiglio di presidenza del Senato sono aumentati da dieci a dodici. Una piccola modifica del regolamento e via: nuove auto blu, uffici, telefonini, segretarie, etc. Alla faccia delle piazze che Tonino riempie di gente incazzata con la casta... A denunciare sto schifo solo i poveri senatori radicali solitari Poretti e Perduca.

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martedì 17 novembre 2009

demagoghi nostrani


Ho scritto una lettera ai direttori dei giornali astigiani in merito alla proposta del consigliere Idv Alberto Pasta di fare un test antidorga ai memrbi del consiglio comunale di Asti...
Egr. Direttore,
Le scrivo in merito alla proposta del capogruppo Idv in consiglio comunale Alberto Pasta di fare dei test antidroga a sorpresa ai consiglieri astigiani. Trovo che la proposta del consigliere dipietrista sia assurda e demagogica, una deprimente copia in salsa astigiana del populismo del leader dell’ Italia dei Valori, una inutile operazione demagogica al servizio di un moralismo ipocrita e bigotto. Chi se ne importa se il consigliere tizio o caio fa uso di coca o si fa le canne! Il vero problema di questo paese è la doppia morale che vige in quasi tutta la classe politica, che usa sostanze stupefacenti di notte ed approva leggi sempre più proibizioniste di giorno, mandando a morire nelle carceri persone come Stefano Cucchi o Aldo Bianzino. C’è da chiedersi poi se sia più lucido un consigliere che vota nell’ esercizio delle sue funzioni il giorno dopo essersi fumato uno spinello oppure cinque minuti dopo aver bevuto una bottiglia di nostrana Barbera.

Salvatore Grizzanti
Associazione Radicale Adelaide Aglietta – Radicali Italiani

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