
Secondo la Corte Europea dei diritti dell'uomo la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni", perciò bisognerà provvedere a rimuovere quel simbolo che la Corte Costituzionale italiana aveva considerato un semplice oggetto d'arredamento. Il Governo italo-vaticano si ribella e con il suo ministro alla distruzione Suor Maria Stella Gelmini annuncia ricorso in nome della tradizione da salvaguardare (come se tutte le tradizioni fossere buone di per sè), all' iniziativa del Governo plaude la Santa Sede che si sente più protetta da quel donnaiolo di Berlusconi che da quel prelato di Prodi il cui governo stava discutendo di DICO (tutti al Family Day!). Il Presidente della Camera Gianfranco Fini torna all' ovile:
La laicità delle istituzioni è cosa ben diversa dalla negazione del Cristianesimo nella societa' italiana
(ma chi lo sta negando il Cristianesimo?).
Anche laici del Pdl, come Fabrizio Cicchitto, Margherita Boniver o Ferruccio Saro giudicano ''incomprensibile'' il deliberato della Corte. L' Udc è schierato contro la sentenza:
Il crocifisso - ha detto Pier Ferdinando Casini - è un patrimonio civile di tutti gli italiani, perchè è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e anche dell'Europa.
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani rispetta il suo impegno, preso per lui da D'Alema in campagna elettorale per le primarie, ovvero ispirarsi alla laicità della Dc (!?!?!):
Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce per essere vittima del diritto. Un'antica tradizione come il crocifisso non puo' essere offensiva per nessuno.
Anche i duri e puri della granitica Italia dei Valori, che pure ultimamente ha qualche problemuccio interno, sui temi della laicità balbettano (si veda la discussione sul testamento biologico) ed il capogruppo alla Camera dei Deputati Massimo Donadi afferma:
Ci sono simboli e valori, come il crocifisso, che si identificano con la storia e la cultura stessa del nostro Paese. Per questo riteniamo che il divieto contenuto nella sentenza della Corte di Strasburgo non sia una buona risposta alla domanda di laicita' dello Stato, che pure e' legittima e condivisibile. L'Italia dei Valori sostiene la necessita' di uno Stato laico e la piena garanzia dei diritti di tutti i cittadini, ma questi obiettivi non si raggiungono vietando l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici.
Lascio alla vostra intelligenza commentare il senso di queste frasi ma mi pare evidente che, anche contro le battaglie laiche, la partitocrazia e ben unita e che l
' unica laternativa rimane sempre la stessa, quella che non vi propongono mai.
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